Lo spedizioniere Visintin «Anche a Trieste paghiamo le conseguenze della politica di dazi e quote imposta dall’Europa»

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Il piccolo di Trieste, 20.01.2022

«Paghiamo le conseguenze della politica di dazi e quote imposta dall’Europa»
Lo spedizioniere Visintin: «Prima della pandemia un nolo marittimo per un container costava 1.400 dollari, ora siamo arrivati a 14 mila»
«Dopo due anni dall’inizio della pandemia, speculazione e accaparramento possono giustificare solo in parte questo vertiginoso aumento dei prezzi». Stefano Visintin, presidente di Confetra Fvg, non nasconde la preoccupazione per l’aumento delle materie prime e dei costi dell’energia. Il porto di Trieste, tuttavia, può giocare carte importanti. Che cosa c’è a monte? «L’Ue non ha accompagnato la propria politica economica espansiva con un’adeguata politica commerciale. L’importazione delle materie prime viene frenata da una politica di dazi e di quote di importazione che ne limita la quantità immessa sul mercato».
Un esempio? «L’acciaio laminato è soggetto a una quota massima per ciascun paese di origine, superata la quale viene imposto un dazio del 25%: quindi o si blocca l’importazione, e il prezzo sale per mancanza di quantità, o si importa, e il prezzo sale a causa del dazio. Questa misura difende giustamente la produzione europea, che però è insufficiente o troppo costosa, anche in conseguenza alle politiche di difesa ambientale che in altri continenti non vengono attuate».
Il problema dell’aumento dei noli container? «Enorme. Un nolo marittimo per un container da 40′ box da Shanghai a Trieste costava circa 1.400 dollari prima della pandemia, ora siamo a 14.000. Il container è la stiva della nave portacontainer: se mancano container, manca stiva; se manca stiva, la merce non viaggia o viaggia a prezzi esorbitanti».
Il ruolo del porto? «Poter lavorare le materie prime in porto franco senza anticipare dazio e Iva, ottenere un prodotto di origine europea e rispedirlo in un paese terzo potrebbe essere un grande vantaggio competitivo, basato esclusivamente su uno status doganale particolare, non su agevolazioni fiscali. Spero che l’impegno del governo si concretizzi in un atto legislativo».